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IL NOSTRO IMPEGNO

Determinazione, costanza, impegno, condivisione e lavoro di squadra: questi sono i valori che vogliamo trasmettere

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FACCIAMO SQUADRA

‘NA MASIERA! “Ho sempre creduto nello spirito di squadra, tanto nello sport quanto nella vita… Vi giovani siete il futuro! Fate squadra! E supererete tutti gli ostacoli della vita.” Livio Romare

LIVIO

TESTIMONIALS

Simona Atzori

“Gli ostacoli che incontro sono spesso negli occhi di chi mi guarda”, ha detto Simona rispondendo alla domanda di una studentessa riguardo il suo handicap. Un intenso silenzio di pubblico ha accompagnato la performance di Simona e altre due danzatrici che si sono esibite sul palco dimostrando la loro volontà e capacità di andare OLTRE OGNI LIMITE.
TESTIMONIALS

Paolo Simoncelli

Padre di Marco, campione di motociclismo, morto a seguito di un incidente nel 2011, a chi gli ha chiesto se ha dei rimpianti, si è detto sereno di aver dato al figlio la possibilità di seguire la sua grande passione.
TESTIMONIALS

Jury Chechi

Costretto ad abbandonare la ginnastica a corpo libero dopo un infortunio a un mese dalle Olimpiadi del 1992 dopo un lavoro di preparazione di otto anni.
“Non mi sono arreso e ho ricominciato a “studiare” per diventare bravo con gli anelli. Per quelli avevo meno talento e ho dovuto lavorare di più, ma è lì che ho imparato che il lavoro conta più del talento”.
TESTIMONIALS

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Simona Atzori

“Gli ostacoli che incontro sono spesso negli occhi di chi mi guarda”, ha detto Simona rispondendo alla domanda di una studentessa riguardo il suo handicap. Un intenso silenzio di pubblico ha accompagnato la performance di Simona e altre due danzatrici che si sono esibite sul palco dimostrando la loro volontà e capacità di andare OLTRE OGNI LIMITE.
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Paolo Simoncelli

Padre di Marco, campione di motociclismo, morto a seguito di un incidente nel 2011, a chi gli ha chiesto se ha dei rimpianti, si è detto sereno di aver dato al figlio la possibilità di seguire la sua grande passione.
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Jury Chechi

Costretto ad abbandonare la ginnastica a corpo libero dopo un infortunio a un mese dalle Olimpiadi del 1992 dopo un lavoro di preparazione di otto anni.
“Non mi sono arreso e ho ricominciato a “studiare” per diventare bravo con gli anelli. Per quelli avevo meno talento e ho dovuto lavorare di più, ma è lì che ho imparato che il lavoro conta più del talento”.
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